I FOTODRAMMI

I FOTODRAMMI per NUTRIMENTI DIGITALI

A causa dell’emergenza sanitaria che ancora oggi condiziona le nostre vite, i teatri, i cinema e tutti i luoghi della cultura hanno chiuso le loro porte per riaprirle tra settimane o mesi. Contestualmente, i primi quaranta giorni di quarantena ci hanno costretti di fronte agli schermi dei nostri pc e smartphone sia per ridurre il peso della distanza da amici e congiunti, sia per sperimentare nuove forme di lavoro da casa, il cosiddetto smart-working.
Tutto questo ci ha spinto, in quanto artisti e promotori di cultura, a fare delle riflessioni.
Tutti, o la grandissima parte di noi, viviamo ormai dentro due livelli di realtà perfettamente compenetrati, distinti, ma non distanti: lo spazio reale e lo spazio virtuale. Agire nell’uno condiziona il nostro agire nell’altro e viceversa. Per tale ragione, al di là delle più svariate considerazioni di ordine etico, entrambe le facce della nostra realtà acquisiscono pari dignità d’indagine quali campo d’azione del nostro io-sociale. In questo mondo così fatto – che l’esperienza di questi giorni ha reso ancor più concreto – il Teatro, che da 2.500 anni “regge lo specchio alla Natura”, oltre che guardare ai contenuti deve trovare forme e modelli nuovi per significare e riuscire a raccontare l’oggi e l’uomo che lo abita.
Inutile ribadire che il Teatro, per sua stessa natura, deve accadere in uno spazio-tempo fisico, in quell’incontro di sguardi, odori, rumori ed emozioni tra un attore e uno spettatore. Ma è altrettanto ovvio che il rito del teatro non si genera e consuma solo tra la platea e il palcoscenico, ma in una serie di piccoli rituali che continuano l’azione teatrale nell’anima di chi li partecipa (comprare il biglietto, leggere il programma di sala, aspettare e incontrare gli attori fuori dai camerini, discutere a cena dello spettacolo che si è appena visto, consigliarne – o sconsigliarne – la visione, informarsi sull’autore, il regista, sul resto della loro produzione, ecc.). Dall’altro lato, il Teatro, col passare degli anni, si è mischiato a tutti gli altri medium che hanno visto la luce con l’incedere del progresso tecnologico, talvolta con risultati di pregio che hanno dato vita a un genere nuovo, come il radiodramma.
Per tutte queste ragioni riteniamo che lasciare fuori da questo rito laico lo spazio virtuale equivale a recidere, in qualche modo, alcuni fili che tengono l’opera teatrale legata alla realtà, all’oggi.
Partendo da queste considerazioni nasce Nutrimenti Digitali – palcoscenico virtuale della compagnia Nutrimenti Terrestri – che sulla spinta delle necessità che l’emergenza del Coronavirus ci obbliga ad affrontare, si propone quale ribalta dove cercare nuove possibilità d’incontro tra teatro e spettatori che vadano al di là del periodo di crisi che tutti stiamo vivendo. I Fotodrammi è il primo progetto pensato appositamente per questa nuova scena.
In linea con lo spirito cross-mediale che connatura lo spazio virtuale, I Fotodrammi è una serie antologica costituita, per la prima stagione, di tre episodi ispirati e cuciti addosso alle immagini catturate dall’occhio di tre fotografi, letti dalle voci di altrettanti attori e illuminati da musiche originali.
Tre storie in un formato sperimentale che vengono dal mondo che abitavamo prima dell’espandersi dell’epidemia: guardarlo, ascoltarlo, interrogarlo con gli occhi – e le possibilità – di oggi può aiutarci a illuminare questi giorni di nuove prospettive per il domani, affinché possa essere un po’ meno uguale a ieri.

Simone Corso

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I FOTODRAMMI

 

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