Visioni Private trent’anni dopo

Alla 65esima edizione del Taormina Film Fest, in programmazione Special Event per celebrare il trentesimo anniversario di Visioni Private. Giovedì 4 luglio al Palacongressi, è stata effettuata la proiezione del film scritto e diretto da Ninni Bruschetta, Francesco Calogero e Donald Ranvaud. Un momento di festa e di condivisione con tanti amici ed il pubblico del celebre festival del cinema alla presenza di Francesco Calogero, Ninni Bruschetta, Maurizio Puglisi, Antonio Alveario, Maurizio Marchetti, Giovanni Renzo, Gigi Spedale, Christian Bisceglia, Franco Cicero, Ninni Panzera. Tanta commozione per questa ricorrenza legata alla realizzazione della pellicola che segnò un punto fondamentale nella costituzione della Compagnia Nutrimenti Terrestri come ha ricordato Maurizio Puglisi : “Non dimentico che grazie a questo film è stata fondata giuridicamente Nutrimenti Terrestri, per la necessità di assumere una forma giuridica e poter produrre il film”. 

Racconta Francesco Calogero, appena terminata la proiezione: “Abbiamo trovato una macchina da presa gratis, della pellicola gratis e abbiamo iniziato, a budget zero, a girare questo film sfruttando gli ospiti del Festival, girando scene slegate senza sceneggiatura, senza nulla, improvvisando, cinque sei scene forse, qualcosa di più”. Dopo il montaggio del primo girato ad opera di alcuni amici della Cineteca di Bologna, il corto ottenne un finanziamento da Rai Cinema e si potè dunque procedere al suo completamento riconvocando a Taormina tutti gli attori dell’epoca. Continua Calogero: “Naturalmente non è questo il modo migliore per fare un film, i film prima di scrivono, poi si producono e poi si girano. Noi, invece, prima lo abbiamo girato, poi lo abbiamo prodotto e poi lo abbiamo scritto”. “Un divertissement a 16 mm”, come lo definì Antonio Maraldi su “Il Resto del Carlino (agosto 1990). Calogero ricorda inoltre la partecipazione al Festival del Cinema di Torino: “Eravamo già stati a Torino con “La gentilezza del tocco” ed era stato un grande successo ma per Visioni Private, la sala era piena, ci siamo messi in fondo e, a sentire le risate del pubblico, ci davamo le pacche sulle spalle … è bellissimo far ridere il pubblico”.

Molti volti visibilmente commossi ed un sicuro, silenzioso pensiero rivolto agli amici artisti protagonisti nel film e passati a miglior vita, all’amico e regista Donald Ranvaud ed all’indimenticato attore, artista e poeta Antonio Caldarella. “È stata una cosa veramente incredibile” afferma, estremamente commosso, Ninni Bruschettaed a rivederlo dopo trent’anni mi è sembrato un piccolo capolavoro, c’è stata un’attenzione certosina nel far quadrare tutti i passaggi e da lì poi abbiamo fatto questo mestiere che è il mestiere più bello del mondo”.

La distribuzione nei cinema italiani partì nel 1989 ed andò incontro all’ampuo consenso del pubblico e della critica di settore. Protagonisti, la bellissima Jessica Forde che interpretava l’attrice Virginia De Winter, Patrick Bauchau nei panni del suo fidanzato e Peter Berling nel ruolo del losco produttore Petronius. A Visioni Private, prestarono i loro volti anche gli autori e registi Bruschetta, Calogero e Ranvaud insieme agli attori Maurizio Puglisi, Antonio Alveario, Tatti Sanguinetti, Lella Costa, Maurizio Marchetti, Antonio Caldarella, Peter Berling, Nathalie Roche, Giovanni Moschella, Francesca Tardella, Sandro Anastasi, Roberto De Francesco, Mario Venuti e con la partecipazione straordinaria di Cyd Charisse, Bob Swaim e Chris Sievernich. Con Christian Bisceglia, assistente alla regia, Giovanni Renzo autore delle musiche, Gigi Spedale alla cura del suono, Angelo Strano per la Fotografia, Davide Azzigana al montaggio, Antonella Verzera per i costumi e Roberta Macrì e Rossana Marchese per le scenografie.

La cosa che ricordo nella lavorazione del film è l’entusiasmo – afferma Antonio Alveario – Qualche anno prima avevamo girato “La gentilezza del tocco”, erano anni di grande fermento culturale, anni formidabili”. Non nasconde emozione, Maurizio Marchetti: “emozionante, bello, stupefacente vederlo dopo trent’anni com’era ieri e come non è più oggi“. “Un bel tuffo nel passato” lo definisce Maurizio Puglisi che insieme a Giovanni Renzo ricorda il viaggio in treno con Antonio Caldarella per raggiungere il Festival del Cinema di Torino. “La mia prima colonna sonora per il cinema – afferma Renzo – un bellissimo ricordo”.

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